Ultimi articoli

Scritto by admin on 5th agosto 2015

Michael Jordan, la vita di Roland Lazenby 66tha2nd

Nel marzo 1982 un diciannovenne di Wilmington, North Carolina, segnò i due punti che regalarono il titolo nazionale ai Tar Heels. Inizia così la leggenda di Michael Jordan, destinato a trasformarsi di lì a poco in un’icona della cultura americana, capace di trascendere lo sport e abbattere le barriere etniche e generazionali. Il suo stile fu imitato da milioni di ragazzi che sognavano di essere “like Mike”, come recitava uno spot del Gatorade, celebre quanto i video girati per la Nike con Spike Lee. Le sue acrobazie e il suo “sesto senso cinestetico” rivoluzionarono la Nba, che MJ disertò all’apice del successo in seguito all’omicidio del padre, per tornarvi dopo due anni e conquistare una serie di primati senza precedenti. Ma per quanto perfetta nelle sue epifanie sul campo, l’immagine di Jordan nascondeva delle zone d’ombra – la passione per il gioco d’azzardo, i contrasti in seno alla famiglia – che questa biografia esplora per tentare di ricomporre la doppia personalità del campione, dalla quale scaturiva quel feroce agonismo con cui soggiogava avversari e compagni di squadra. Di Michael Jordan, l’”arcangelo dei canestri”, Roland Lazenby ci offre un ritratto completo, partendo dall’infanzia trascorsa con l’indomito bisnonno Dawson, contrabbandiere di whisky e zatteriere, per arrivare all’avventura deludente come manager, e soffermandosi sull’epopea dei Chicago Bulls, ovvero la cavalcata sportiva più avvincente di ogni tempo.

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Scritto by admin on 5th agosto 2015

Ricordami cosi’ di Bret Anthony Johnston Einaudi

Sono trascorsi quattro anni da quando Justin è sparito. Una tragedia che ha scosso l’intera cittadina del Texas nella quale viveva. Scappato? Rapito? Affogato nella baia? I Campbell non si dànno per vinti e continuano a cercare una risposta, ma giorno dopo giorno quel che resta della famiglia sembra slabbrarsi. Finché un pomeriggio accade l’impossibile. Justin è stato ritrovato e pare stia bene. Ma le spiegazioni dietro il lieto evento sono tante, e talvolta non collimano. E dentro la famiglia restano ferite che difficilmente potranno rimarginarsi. Perché, forse, una volta che qualcosa ti è stato portato via non sarà mai più davvero tuo.

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Scritto by admin on 5th agosto 2015

Storia della pioggia di Niall Williams Neri Pozza

Ruth Swain, viso affilato, labbra sottili, pelle pallida incapace di abbronzarsi, lettrice di quasi tutti i romanzi del diciannovesimo secolo, figlia di poeta giace a letto, in una mansarda sotto la pioggia, “al margine – come dice lei – tra questo e l’altro mondo”. Un giorno è svenuta al college, e da allora, malata, trascorre le sue ore in compagnia dei libri ereditati dal padre. Romanzi, racconti e versi attraverso i quali si avventura su sentieri sconosciuti, vive vite altrui piene di amori e passioni travolgenti, apprende cose che pochi sanno: che Dickens, ad esempio, soffriva d’insonnia e di notte passeggiava per cimiteri; o, ancora, che da giovane Stevenson aveva attraversato la Francia dormendo sotto le stelle, in compagnia di un’asina che somigliava vagamente a una signora di sua conoscenza. Mentre la pioggia batte sul tetto della mansarda, Ruth rovista così tra i libri e legge e raduna attorno a sé tutto quello che può: la vecchia edizione arancione di Moby Dick della Penguin, un libro che ingrassa ogni volta che lo prende, la copia di Ragione e sentimento con il ritratto di Jane con la caffeina in testa, le memorie del Reverendo, il bisnonno che nella sua mente assomiglia al vecchio Gruffandgrim di Grandi speranze, gli appunti di Abraham, il nonno, che anziché abbracciare la chiamata del Signore abbracciò quella della pesca al salmone, i quaderni da bambino su cui Virgil, figlio di Abraham e suo amato genitore, annotava con la matita le sue poesie. Storie che, come tutte le storie, si raccontano e si leggono per scacciare il male di vivere o, come nel caso di Ruth, per mantenersi ancora “al margine tra questo e l’altro mondo”.

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Scritto by admin on 5th agosto 2015

La vita in generale di Tito Faraci Feltrinelli

Il Generale, Mario Castelli, è stato alla guida di un’azienda, ha conosciuto l’amore, ha avuto molto dalla vita. Ora non ha più niente. La sua è stata una discesa veloce, inarrestabile, innescata da un imprevedibile tradimento. Dopo la galera, scivolare in basso è stato più facile di quanto potesse immaginare. Ora vive insieme ad altre creature notturne negli anfratti dei senza tetto, dei disperati, dei barboni. Eppure, anche lì, gli uomini e le donne con cui divide la nuova condizione di dropout gli riconoscono la naturale autorevolezza di chi Sto arrivando! come ci si muove nel mondo. Questo continua a essere il suo “teatro” finché la giovane Rita si mette sulle sue tracce: vorrebbe che l’azienda paterna non fosse assorbita da una combinata franco-cinese e Sto arrivando! che il Generale ha le sue competenze per aiutarla. Bella e lungimirante, Rita conquista la sua fiducia. L’avventura di Mario Castelli torna a muoversi dentro la scena di pescecani, manager assassinati, gelidi manipolatori che lui ben conosce. Sono personaggi vecchi e nuovi, facce diventate maschere e maschere che nascondono altre maschere. È l’occasione per scatenare la buona guerra del riscatto, il miracolo della giustizia.

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Scritto by admin on 5th agosto 2015

L’invasione di Ricardo Piglia Edizioni SUR

Pubblicato nel 1967, e finora inedito in Italia, L‘invasione è il primo libro di Ricardo Piglia: quindici racconti perfetti, in cui si delinea con sorprendente maturità tutto il mondo letterario dell’autore. Il lettore vi ritroverà le sue tipiche ossessioni per l’uso del linguaggio e un’estrema attenzione all’architettura narrativa, unite a trame dallo spunto storico, personaggi memorabili e perdenti. Tra questi, appare per la prima volta lo scrittore Emilio Renzi, protagonista di altre opere di Piglia, qui in fuga dal fantasma di una donna e in cerca di quello di Cesare Pavese. L’invasione rappresenta, come tutta l’opera dell’autore, un personalissimo sguardo, obliquo e disincantato, sulla storia e la contemporaneità argentina.

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Scritto by admin on 21st giugno 2015

L’amore sporco di Andre Dubus III Nutrimenti

Quattro vicende occupano lo spazio di una mappa circoscritta – una porzione di pianura urbanizzata del New England aperta sull’oceano e percorsa dal fiume Merrimack. Un manager viene travolto dallo sconcerto quando scopre l’infedeltà di sua moglie. Un’impiegata di banca trova un partner gentile e rispettoso ma finisce per accettare dei compromessi che la cambiano. Un barman donnaiolo e col vizio dell’alcol tradisce la moglie incinta rischiando di perderla. Una ragazza spaesata e ferita si affida alle incerte cure di un vecchio prozio nel tentativo di cancellare una macchia del passato che sembra vietarle l’amore.
Storie della provincia americana, autonome soltanto in apparenza, in realtà racchiuse in uno stesso intreccio, nel quale i personaggi attraversano ciascuno le vite degli altri, protagonisti delle proprie meschinità e sofferenze, e allo stesso tempo testimoni di quelle altrui. Come a rappresentare l’unica, contraddittoria trama delle nostre relazioni affettive.

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Scritto by admin on 13th giugno 2015

Scritto by admin on 9th giugno 2015

Kruso di Luis Seiler Del Vecchio editore

È il 1989, le due Germanie sono ancora divise. Ed, studente di letteratura a Halle, ha perso la sua ragazza in un incidente. Dopo alcuni mesi passati a seppellire il dolore sotto “scorte” di versi imparati a memoria, decide di “saltare giù″: riordina con cura la sua stanza e parte per raggiungere Hiddensee, quell’isola leggendaria del Mar Baltico – il mare dell’Est – che, si dice, è fuori dal tempo. Dopo alcuni avventurosi giorni a vagare sull’isola trova impiego e alloggio come sbucciatore di cipolle alla locanda All’Eremita, un albergo ristorante gestito da Werner Krombach, che si considera capitano di una nave di cui il personale composto da filosofi, poeti e professori universitari costituisce l’equipaggio. Una notte, incuriosito dai rumori, Ed sgattaiola fuori dalla sua stanza e si trova immerso in una singolare atmosfera da sabba notturno. Che accade quando l’oscurità cala sull’Eremita? E chi è questo “Crusoe” di cui tutti parlano? E proprio il giorno dopo Ed incontra Alexander Krusowitsch – è lui, Kruso, uno strano russo-tedesco dalla pelle e i tratti di un sudamericano, maestro di cerimonie e padrino dell’isola, che inizia Ed ai rituali dei lavoratori stagionali e alle regole che governano le loro notti, accogliendolo come un Venerdì che pian piano gli diventa indispensabile. Gradualmente Ed scopre che all’eremita, sull’Arca, scorre un tempo che traccia una linea diversa dal tempo del mondo di fuori, e che il cuore segreto delle attività di Kruso è l’utopia promessa a ognuna delle anime naufragate del Paese (e della vita) che anela alle radici della Libertà. Ma gli eventi dell’autunno del 1989 non mancheranno di sconvolgere anche la vita sull’isola.

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Scritto by admin on 13th maggio 2015

Lilian Thuram a Ivrea!

Scritto by admin on 30th aprile 2015

L’eco di uno sparo di Massimo Zamboni Einaudi

Il 29 febbraio 1944 Ulisse, squadrista, membro di un direttorio del fascio, viene ucciso dai Gruppi di Azione Patriottica. Pochi mesi prima erano morti i sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti. Il 16 marzo 1961, diciassette anni dopo, il gappista Sorgano, nome di battaglia Muso, sarà vittima dell’odio covato nel tempo da un compagno militante e amico, assieme a lui responsabile dell’uccisione di Ulisse. La storia è lineare solo quando scegliamo di raccontarla così, ma gli eventi si affastellano in un ordine che, quando ti riguarda da vicino, non è necessariamente quello cronologico. Così è per chi cerca di capire le ragioni del sangue, quando il sangue degli oppressori si mescola a quello degli oppressi. E l’eco di quegli spari accompagna Massimo Zamboni nella sua indagine attraverso due secoli per ricostruire una storia che lo riguarda molto da vicino, anche se gli è stata sempre taciuta. “Di mio nonno, due sole cose possedevo: il nome, Ulisse, che io porto come secondo, e che sempre ho dovuto considerare come un intruso, una parte sconosciuta di me; e una giacca, un tessuto ruvido di lana, il nero orbace della sua divisa autarchica. Niente di più, prima di questo libro.

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