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Scritto by admin on 23rd maggio 2013

Scritto by admin on 24th aprile 2013

La Figlia di Clara Uson Sellerio Editore

Ana è una ragazza estroversa, allegra, brillante. È la migliore alunna del corso di medicina a Belgrado, è amata dagli amici, è l’orgoglio di suo padre, il generale Ratko Mladić, che lei ricambia con una devozione assoluta. Un viaggio a Mosca è  l’occasione per passare alcuni giorni in giro per una grande città con il solo pensiero di divertirsi. Invece al ritorno Ana ècambiata. È triste e taciturna. Una notte afferra una pistola, quella a cui il padre tiene di più, e prende una decisione definitiva. Ha solo ventitré  anni. Cosa è successo a Mosca, tra corteggiamenti e feste, in compagnia degli amici più cari? Nelle allusioni e nelle accuse dirette Ana ha intravisto nel padre una figura spaventosa. Quello che per lei è un eroe e un genitore premuroso, per tutti gli altri è un criminale responsabile dei maggiori eccidi del dopoguerra: l’assedio di Sarajevo, la pulizia etnica in Bosnia, il massacro di Srebrenica. Crimini che lo porteranno a essere accusato di genocidio, in un processo che dopo una lunga latitanza ha avuto inizio nel maggio 2012. Pochi casi come quello di Ana rivelano in tutta la sua oscura profondità una condizione, la perdita dell’innocenza, al tempo stesso individuale e collettiva. E Clara Usón, in un romanzo potentissimo che la consacra come una delle grandi autrici europee, si immerge in una vicenda di forza shakespeariana mantenendo un perfetto equilibrio tra i dati storici e la creatività letteraria, per scrutare nella follia del male, dell’amore, e orientarsi nel labirinto di un’infinità di voci e congetture raccolte in tre anni di ricerche.

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Scritto by admin on 21st marzo 2013

Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll minimum fax

“A soli tredici anni, Jim Carroll scrive meglio dell’89 per cento degli autori di romanzi attualmente in attività“. Questo è il parere che Jack Kerouac espresse alla prima lettura delle pagine di diario da cui nasce Jim entra nel campo di basket: un memoir che all’epoca della sua pubblicazione, nel 1978, fece immediatamente scalpore e che da allora è sempre rimasto un libro di culto per gli amanti delle figure letterarie più “irregolari” e ribelli. Nel 1995 ne è stato tratto un film (Ritorno dal nulla), in cui Carroll era interpretato da Leonardo Di Caprio. E’ il racconto di un’adolescenza newyorkese fra l’autunno del 1963 e l’estate del 1966, fatta in parte della normalità delle aule scolastiche e dei campetti di basket, ma nutrita soprattutto di scorribande per le strade, sperimentazioni con l’eroina e l’LSD, scoperta del sesso, contatti di volta in volta illuminanti o violenti con l’umanità più varia: preti, spacciatori, poliziotti, tossici, pervertiti, attivisti marxisti e piccoli campioni di pallacanestro -il tutto raccontato con la vitalità trascinante e l’ironia sferzante del miglior punk.

Dopo diciotto anni minimum fax ripubblica il libro di Carroll, già edito da Frassinelli, con una nuova traduzione a cura di Tiziana Lo Porto.

 

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Scritto by admin on 21st marzo 2013

A sud del confine a ovest del sole di Haruki Murakami Einaudi

Fino ad allora Hajime aveva vissuto in un universo abitato solo da lui: figlio unico quando, nel Giappone degli anni Cinquanta, era rarissimo non avere fratelli o sorelle, aveva fatto della propria eccezionalità una fortezza in cui nascondersi, un modo per zittire quella sensazione costante di non essere mai lì dove si vorrebbe veramente. Invece un giorno scopre che la solitudine è solo un’abitudine, non un destino: lo capisce quando, a dodici anni, stringe la mano di Shimamoto, una compagna di classe sola quanto lui, forse di più: a distinguerla non c’è solo la condizione di figlia unica, ma anche il suo incedere zoppicante, come se in quel passo faticoso e incerto ci fosse tutta la sua difficoltà a essere una creatura di questo mondo. Quando capisci che non sei destinato alla solitudine, che il tuo posto nel mondo è solo là dove è lei, capisce anche un’altra cosa: che sei innamorato. Ma Hajime se ne rende conto troppo tardi -è uno di quegli insegnamenti che si imparano solo con l’esperienza- quando ormai la vita l’ha separato da lei. Come il dolore di un arto fantasma, come una leggera zoppia esistenziale, Hajime diventerà uomo e accumulerà amori, esperienze, dolori, errori, ma sempre con la consapevolezza che la vita, la vita vera, non è quella che sta dissipando, ma quell’altra, quella che sarebbe potuta essere con Shimamoto, quella in un altrove indefinito, a sud del confine, a ovest del sole. Una vita che forse, venticinque anni dopo, quando lei appare dal nulla, diventerà realtà.

A distanza di tredici anni Einaudi ristampa il capolavoro di Murakami già edito da Feltrinelli

 

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Scritto by admin on 5th marzo 2013

Scritto by admin on 17th febbraio 2013

Scritto by admin on 4th gennaio 2013

The Raven Lou reed and Mattotti

Di certo Poe è stato il primo. Poe è stato tutto. Mi sono detto spesso che esistono scrittori con la capacità di prendere le paure, i sogni o le suggestioni peggiori e di tradurli immediatamente in un’opera. Le migliori diventano arte. La capacità di avere un filo diretto con il pianeta della paura e il demone della perversione – il desiderio di fare ciò che sappiamo essere sbagliato – quando nella nostra testa si rimescolano racconti e visioni che normalmente confineremmo negli incubi per poi dimenticarli o che il magistrale talento di Poe affida alla narrativa e alla poesia. L’amore – la visione della morte della persona amata. L’omicidio – la gelosia… Poe ha conosciuto ed esplorato l’intera gamma delle emozioni e i loro ritmi poetici. Rielaborare Poe su suggerimento di Robert Wilson è stata una delle più grandi opportunità ed esperienze che abbia mai vissuto. E’ stato un amplificatore a valvole in un processore. Ho scritto prima, dopo e durante le prove. E’ stato stimolante, e avere il modello geniale di Poe ha reso quell’opportunità – quell’esperienza – una gioia verbale ed emotiva. Poi, durante le registrazioni con il produttore Halwillner, a ispirarmi è stata la grandezza degli attori: Willem Defoe, Katie Volk, Steve Buscemi, Fischer Stevens, Amanda Plummer e l’incandescente Elisabeth Ashley. Li ascoltavo parlare e poi riscrivevo i versi, con più ritmo e anima. Non ho mai apprezzato tanto gli attori come quando hanno dato vita al nostro progetto, permettendomi di trascrivere quell’eruzione lavica di sentimenti che è Edgar Allan Poe. Tutto è stato espresso, ogni cosa rivelata. La morte siede solitaria su un trono in una città di mare. New York City. Poi è arrivata l’idea finale. Ho visto la maestria del grande Lorenzo Mattotti. Non potevo avere le scene di Bob, ma perché non illustrare queste pagine con l’aggraziata energia e la passione di Lorenzo? Il connubio tra parola e immagine è difficile come ogni unione. La fusione di sensibilità diverse è stata in incubazione da Roma a Parigi ad Amburgo, fino a trovare dimora nelle pagine e fra le illustrazioni di questo libro. E’ un’eccellente tradizione, e io mi sento onorato. Ringrazio Bernard Comment, Andrey Wylie e Tom Sarig. Credere è una lunga strada.   Lou Reed

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Scritto by admin on 3rd gennaio 2013

Tony & Susan di Austin Wright Adelphi editore

Confessa, lettore. Se un conoscente ti recapita un manoscritto ingiungendoti di leggerlo entro qualche giorno, quando vorrà incontrarti per un responso, cosa proverai? Nervosismo? Fastidio? Imbarazzo? Bene, più o meno quello che prova Susan, anche perché il mittente non è una persona qualsiasi, ma il suo ex marito, e il romanzo che le ha spedito è quello che ha fantasticato di scrivere, senza riuscirci, per tutta la durata del loro matrimonio. Quindi mentre tu, lettore, puoi accampare un qualsiasi pretesto che ti impedisce di fare quanto più desidereresti al mondo, cioè leggere quel benedetto manoscritto, Susan deve sedersi, e cominciare da pagina uno. Dove si racconta di una famiglia che viaggia di notte, in aperta campagna. Di un sorpasso e di un controsorpasso con una macchina sconosciuta. Di uno scambio di insulti dai finestrini. Di un agguato, qualche chilometro dopo. Di una moglie e una figlia portate via da tre balordi. Di un uomo rimasto solo, che vaga alla loro ricerca in una notte che, come un incubo perfetto, sembra sempre ricominciare daccapo. Allora, lettore? Se alla fine hai ceduto anche tu, se ormai stai leggendo da sopra le spalle di Susan, devi fermarti, come lei. Fare una pausa. Cercare conforto nei suoi pensieri, nel suo sforzo di capire da dove tutto questo abbia avuto inizio. Prima o poi però, insieme a lei, dovrai ricominciare a leggere. Di alcuni fatti muti, semplici, atroci. E di una lenta, feroce, allucinata vendetta. Vedrai quello che vede lei, intuirai quello che lei intuisce, e soprattutto proverai quello che lei prova: una variante del terrore che fin qui non aveva conosciuto. E neanche tu.

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Scritto by admin on 12th dicembre 2012

Guardami di Jennifer Egan minimum fax

Charlotte, modella trentacinquenne dalla carriera in lento declino, ma ancora inserita negli ambienti “in” di Manhattan, resta vittima di un rovinoso incidente stradale da cui esce viva, ma gravemente sfigurata; insieme al nuovo viso regalatole dalla chirurgia plastica deve costruirsi una nuova vita, e scoprirà che farlo nel mondo virtuale è più redditizio che in quello reale. Nel frattempo, nel paesino del Midwest di cui è originaria, una sua omonima, ancora adolescente, comincia una relazione con un insegnante di matematica di origini mediorientali che nasconde un pericoloso segreto. Un investigatore privato sulle tracce di un PR misteriosamente scomparso dalla scena notturna newyorkese farà sì che le storie delle due donne convergano.

Guardami, finalista al National Book Award nel 2001, è un romanzo ambizioso e potente che all’epoca dell’uscita anticipava quasi profeticamente la catastrofe dell’11 settembre e l’avvento dei social network, e che a più di dieci anni di distanza resta una magnifica testimonianza delle doti letterarie della sua autrice.

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Scritto by admin on 11th dicembre 2012

Stoner di John Williams Fazi Editore

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Boneville, il piccolo paese rurale in cui è nato; mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita; per quasi quarant’anni è felicemente sposato alla stessa donna; ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo; per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. E’ il caso che abbiamo davanti. La prima volta che l’ho letto sono rimasto sbalordito dalla qualità della scrittura, dalla sua pacatezza e sensibilità, dalla sua implacabile chiarezza abbinata a un tocco quanto mai delicato. Dio si nasconde nei dettagli e in questo libro i dettagli ci sono tutti: la narrazione volteggia sopra la vita di Stoner e cattura ogni volta i momenti di una realtà complessa con limpida durezza, e attraversa con leggera grazia il cuore del lettore, ma la traccia che lascia è indelebile e profonda.

P. Cameron

 

 

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