I nuotatori di J. P. Azaustre codice edizioni

Per Jonás, fotografo in crisi creativa e personale, nuotare non è solo una passione; è soprattutto un modo per liberare la mente, attutire i rumori della Madrid caotica in cui vive e concentrarsi  sui movimenti del proprio corpo. È una forma di meditazione e di isolamento volontario dal mondo. La quasi totale solitudine in cui trascorre le sue giornate diventerà però una condizione obbligata: le persone, a cominciare da sua madre, iniziano misteriosamente a scomparire, senza lasciare tracce. Attorno a lui si crea improvvisamente il vuoto: sempre meno nuotatori frequentano la piscina, sempre meno persone popolano la sua città. Madrid da caotica diventa sempre più quieta, e anche Jonás  comincia a temere di svanire. Ma dove sono andati tutti?

“Infila il berretto e si rallegra di avere scelto quella maglia spessa; così risparmierà a suo padre, con cui si è sentito ieri per vedersi oggi a mezzogiorno, di dovergli ripetere che non si può uscire così in un giorno di pioggia, che si cura pochissimo, che basta vedere come vive, una vita dissipata come la sua non può funzionare; e pensare che sarebbe stato così facile arrivare all’accordo di vedersi senza parlare: non ciascuno da una parte del vetro ma entrambi dalla stessa parte, come pesci che si guardano senz’altra aspirazione se non quella di vivere nell’acquario”. Joaquín Pérez Azaústre.

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