Follia di Patrick McGrath Adelphi Editore

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Ho ripreso l’abitudine di tornare in ufficio verso sera. La polizia è stata molto comprensiva, e ora tutti i ritratti di Stella fatti nel sottotetto, e anche gli schizzi dell’orto, sono in mano mia. Hanno un tratto curiosamente incerto, e all’occhio risulta qualcosa che ricorda quella che gli italiani chiamano < morbidezza >. Ho anche la testa. L’ho fatta cuocere e colare in bronzo nero, e la tengo nel cassetto della scrivania. Edgar ci ha lavorato così ossessivamente, negli ultimi giorni in Horsey Street, e sempre a togliere, che adesso è affusolata e minuscola. E’ bellissima: sottile, minuscola, angosciata… ma è lei. La tiro fuori spesso, durante il giorno, e resto a contemplarla. E’ così, vedete, dopotutto ho ancora la mia Stella qui con me. E naturalmente ho lui.

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