Un perfetto gentiluomo di Natasha Solomons Frassinelli Editore

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Centosessanta centimetri di incrollabile tenacia: Jack Rosenblum, aspirante gentiluomo inglese. Che compila una lista completa degli usi e costumi britannici: impara che la marmellata si compra solo da Fortum & Mason, studia a memoria l’albero genealogico della famiglia reale, e si appassiona alle previsioni del tempo della BBC. Dal 1937, quando è sbarcato in Inghilterra, non parla più nemmeno tedesco, a parte qualche parolaccia nei momenti di estrema tensione. Perchè Jack vuole a tutti i costi trovare un posto da chiamare nuovamente casa. Ebreo di Berlino, fuggito dalla Germania nazista con la moglie Sadie e la figlioletta, Jack è determinato più che mai a integrarsi nel Paese adottivo. E dopo anni di caparbia dedizione, gli rimane soltanto una voce da spuntare. L’ultimo, essenziale requisito dell’inglesità: diventare socio di un golf club. Quando l’ennesimo rifiuto stronca con impietosa freddezza le sue speranze, l’inesauribile Jack decide di costruirsi il suo green a nove buche. In men che non si dica vende la casa di Londra e convince Sadie a seguirlo in un cottage sperduto nelle campagne del Dorsetshire. Ma ben presto l’impresa si rivela più ardua del previsto. I pittoreschi bifolchi locali accolgono i nuovi arrivati con un misto di curiosità e diffidenza, mentre Sadie – che non ha mai condiviso l’ossessione del marito di essere British in tutto e per tutto – invece di partecipare alla vita della comunità e imparare il bridge preferisce chiudersi in casa a cucinare le <torte che aiutano a ricordare>, per non dimenticare le sue origini. Persino il leggendario quanto fantomatico maiale lanoso del Dorset, con le sue devastanti incursioni notturne nella proprietà, pare farsi beffe del sogno di Jack. La missione sembra impossibile a tutti. A tutti ma non a lui, Jack Rosenblum, centosessanta centimetri di incrollabile tenacia… 

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