Il più bel vizio è la vita di Elisabetta Chicco Vitzizzai Instar Editore

il-piu-bel-vizio-e-la-vita[1]

“Tom ci fece salire sulla jeep e ci regalò dei chewing-gum avvolti in una cartina verde con il ponte di Broohlyn. Da allora incominciò un periodo radioso alla Polletta. Si ballava e si cantava. Si cantava raccogliendo l’uva nei filari e pigiandola con i piedi nudi nella tinaia, si ballava al suono del grammofono a manovella sulla veranda in cima al poggio nella notte stellata. Le sigarette Camel ridiedero il sorriso a mia zia Eva, che ora si vestiva elegante, quando alla sera arrivava il maggiore John. Un abito di seta écru, con due clips gemelle agli angoli della scollatura a cuore, che era stato cucito dalla stoffa di un paracadute. Quando l’estate finì risalimmo al Nord con una colonna americana. Doveva essere un viaggio trionfale, ma su quelle strade tutte curve e interminabili, nell’odore di benzina della camionetta, non feci altro che vomitare.”

Lascia un commento